- nome teatro TEATRO COMUNALE DI ANTELLA
- indirizzo VIA MONTISONI 10
- città ANTELLA (BAGNO A RIPOLI)
- cap 50011
- provincia FIRENZE
- linee telefoniche 055 62 18 94
- proprietà del teatro Comune di Bagno a Ripoli
- gestione Associazione Archètipo O.n.l.u.s.
- direttore/direzione Riccardo Massai
- programmazione/generi prosa/musica
- circuito TOSCANO
SALA INVERNALE
- totale posti 98
- posti platea 98
- posti galleria INAGIBILE
- altri posti – palchi (ordine e numero) –
- pavimentazione sala COTTO E GRANIGLIA
- tipo palcoscenico CLASSICO
- larghezza palco (m) 8,50
- profondità palco (m) 4,50
- larghezza utile palco (m) 4,90
- profondità utile palco (m) 4,50
- declivio (%) NESSUNO
- altezza graticcio/soffitto (m) 5,92
- altezza dal piano di platea (m) 1,20
- larghezza boccascena (m) 4,90
- altezza boccascena (m) 3,72
- sipario (elettrico/manuale) MANUALE
- panorama (colore/fisso/mobile) MOBILE
- attrezzeria per scene (specificare) NESSUNA
ARENA ESTIVA
- totale posti 98
- pavimentazione GHIAIA
- larghezza boccascena (m) 5,05 altezza boccascena (m) 4,50
PER LE ALTRE INFORMAZIONI VD. SALA INVERNALE
camerini e servizi 2 CAMERINI - 1 SERVIZIO PER I CAMERINI - 2 SERVIZI PER LA SALA
scarico materiali AGEVOLE DAL RETRO PALCO, NON OCCORRE PERMESSO
potenza elettrica disponibile (Kw) 22, 000 KW DISPONIBILI
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STORIA DEL
TEATRO COMUNALE DI ANTELLA
Classificato dalla Regione fra i «Teatri Storici della Toscana da salvaguardare», il Teatro Comunale di Antella nasce verso la fine dell'800 per volontà del popolo, e da subito partecipa alle travagliate vicissitudini che hanno colpito non solo il piccolo comune di appartenenza, ma l'Italia intera. Dapprima piccola sala, sede della Società di Reciproco Soccorso, il Teatro assunse la fisionomia attuale grazie ai lavori di ampliamento avvenuti nel 1921, ma fin da subito la storia del luogo ha percorso due vie parallele; come luogo di cultura e di incontro, ospitava le attività delle giovani compagnie antellesi e i gruppi girovaghi provenienti da fuori; i coloratissimi veglioni di carnevale, in cui pannelli a tema, dipinti a mano, ne abbellivano le pareti; per non dimenticare la famosa cartolinata , durante la quale, mentre si ballavano valzer, fox trot, tanghi e lo scimmir , si assisteva a una vera e propria gara per far vincere, grazie al dono di cartoline, la ragazza di cui si era invaghiti. D'altro lato, l'attuale Comunale fu sede di scontri tra socialisti e filomonarchici, dal 1921 sede della Casa del Fascio, ma si dovrà aspettare il 1945 perché la parola popolo copra fascio (ed ancora oggi se ne intravede la scritta sulla facciata del teatro). Da allora, il luogo è calato in una sorta di silenzio, utilizzato come luogo di prove o semplice magazzino. Solo nel 1974 è diventato effettiva proprietà del Comune, ma risalgono al vicino 1999 i restauri che ne ristabiliscono l'ottima acustica e lo riportano alla bellezza di un tempo, nel rispetto dell'originario stile Liberty, con i pavimenti in cotto e graniglia a motivi geometrici, la porta-finestra vetrata dell'atrio con intagliati nel legno motivi floreali e lo stemma di Antella, il loggione contraddistinto dalla galleria a U con una splendida ringhiera in ferro battuto, e la caratteristica tutta sua della doppia platea, interna ed esterna, in riferimento al medesimo palcoscenico.
È nel 2003 che il Teatro torna finalmente ad essere il salotto accogliente di un tempo, alimentandosi, stavolta, del lavoro dell'associazione a cui il Comune di Bagno a Ripoli lo affida: sotto la direzione di Riccardo Massai, il teatro sta divenendo un originale centro di produzione, che va oltre la più ristretta realtà municipale; spazio che promuove nuove generazioni di giovani attori, protagonisti de La Tempesta, successo della scorsa stagione, e del Macbeth , accolto dalla critica come un inaspettato miracolo, diviene anche luogo sociale di sperimentazione artistica improntata alla rivalutazione e riscoperta dei sensi, come nel sorprendente spettacolo al buio Battaglia nel nero di Roland Topor, interpretato da attori non vedenti ed ipovedenti, e nel Teatro dei Sensi, Studio n. 1: il tatto , di cui avremo presto la prima.
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