ANGELO DELLA GRAVITÀ
Un’eresia

Produzione Archètipo
ANGELO DELLA GRAVITÀ, un’eresia
di Massimo Sgorbani
con Fabio Mascagni
regia di Alvia Reale
musiche originali di Roberto Piazzolla
Costumi Sandra Cardini
grafica Francesco Biscione
movimento Valerio Cassa
assistente alla regia Iacopo Paradisi

Da un fatto realmente accaduto, riportato sulle pagine dei giornali.
Un detenuto nel braccio della morte, aspetta il giorno dell’esecuzione. Lo Stato che lo ha condannato ammazza tramite impiccagione.
Il detenuto è talmente grasso che la corda del boia non reggerebbe il peso. L’esecuzione deve essere rinviata. Quelle del testo sono le parole che il detenuto pronuncia nelle ore della sua ultima attesa. Attesa prolungata, dilatata (dell’obeso, anche il tempo e ipertrofico). Il luogo dell’azione verbale potrebbe essere una cella, ma più esattamente è un luogo qualsiasi davanti a Dio. Se non proprio davanti, di sicuro nelle sue vicinanze.

Massimo Sgorbani.

La voglia di lavorare con Fabio Mascagni è la molla che mi ha spinto ad intraprendere questa avventura. Quello che mi interessa nel lavoro è scoprire insieme qualcosa che non sappiamo già. Il protagonista del testo è un personaggio che ha delle caratteristiche fisiche molto precise, ma non ritenevo necessario cercare una verosimiglianza con la fisicità dell’attore.
Con un piccolo intervento drammaturgico, ho pensato che un “cabaret macabro” potesse darci la giusta distanza , come avveniva attraverso la forma epica dei “cartelli brechtiani” che rifiutando lo stile naturalistico non “incarnavano” un avvenimento ma lo “narravano”, stimolando la coscienza critica e l’immaginario dello spettatore.

Alvia Reale

In scena l’attore Fabio Mascagni con un monologo scritto da Massimo Sgorbani, autore e drammaturgo tra i più rilevanti in Italia, già Premio Riccione e Premio Enriquez alla drammaturgia.
Decisamente lontano per caratteristiche fisiche dal personaggio di Sgorbani – un uomo obeso finito in cella in America per omicidio di una donna che lo aveva rifiutato e troppo grasso per essere giustiziato – Mascagni si misura con una prova d’attore coraggiosa e originale.

Lo spettacolo, nella lettura di Alvia Reale, è sospeso tra tragedia e paradosso comico, una sorta di cabaret macabro, uno show degli orrori e dei desideri di un’anima sola e disturbata. Quasi danzando, il protagonista ci conduce in un vortice di racconti pescati dal profondo di un bimbo cresciuto troppo, in preda a fame di emozioni e ad una voracità di piaceri in bilico tra il ridicolo e il disgustoso.
Un “angelo” tutt’altro che etereo, inchiodato alle leggi della fisica e di un corpo che non ha forma ma solo peso, che fa i capricci per essere soddisfatto, che fluttua tra amore e pornografia, religione e blasfemia.
Solo immaginando un delirante “mondo nuovo” – quello in cui gli “angeli della gravità” come lui alla fine conquistano la leggerezza e riescono ad elevarsi verso Dio – il condannato affronta la morte imminente e si consegna ad una paradossale santità.

Massimo Sgorbani è laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano e Diplomato in drammaturgia presso la Civica Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi”. Nel 2001 ha vinto il premio Speciale della Giuria di Riccione, con Angelo della gravità. Nel 2003 si è classificato secondo al Premio Fersen con il Tempo ad Hanoi, e ottiene la “segnalazione di continuità “ al premio Riccione per Le cose sottili nell’aria. Autore del testo Tutto scorre, spettacolo vincitore di uno dei premi Fondi La pastora nel 2004. Nel 2008 ha ricevuto il premio Franco Enriquez per la drammaturgia.

Fabio Mascagni si diploma presso la Scuola di Teatro Laboratorio Nove diretta da Barbara Nativi. Prosegue la sua formazione teatrale guidato da Giancarlo Cobelli, Marcello Bartoli, Serena Sinigaglia, Lucia Calamaro, Carmelo Rifici, Teatro Sotterraneo. Per anni fa parte della compagnia stabile del Teatro Metastasio di Prato diretto da Paolo Magelli.
Ha lavorato, tra gli altri, con Lina Wertmuller, Cristina Pezzoli, Angelo Savelli, Federico Tiezzi, Stefano Massini, David Ferry, Giancarlo Cauteruccio, Patrick Kermann , Maurizio Panici, Laura Curino, Luciano Melchionna, Marco Plini, Valerio Binasco, Leo Muscato, Massimo Castri.

Alvia Reale, si diploma all’Accademia Silvio D’Amico. Come attrice ha lavorato con Luca Ronconi, Massimo Castri, Roberto De Simone, Eimuntas Nekrosius. Come regista ha diretto: Roma ore 11 di Elio Petri, Premio Eti – Gli Olimpici del Teatro. Migliore Spettacolo di Innovazione 2007, Festa di famiglia da Pirandello, drammaturgia di Andrea Camilleri. Premio Alabarda d’oro – Città di Trieste . Migliore spettacolo 2010, Troiane Frammenti di tragedia. Nel corso della sua carriera vince tra gli altri: Premio Eleonora Duse 1996, Biglietto d’Oro Agis/BNL 1996, Premio Le Maschere del Teatro come Migliore Attrice Non Protagonista 2016.

Rassegna Stampa

TGR Toscana

La prima assoluta di “Angelo della gravità – Un’eresia” di Massimo Sgorbani inaugura il festival teatrale, quest’anno dedicato al nostro paese

Corriere Nazionale

“L’Angelo della gravità” si dibatte tra follia, grottesco e senso di colpa

 

The Black Cofee

Prima nazionale alla 33° edizione di Intercity Festival di Firenze, per la performance one-man-show di Fabio Mascagni

Foto: Paride Scuffi

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