Video in VHS realizzato con i detenuti all’interno dell’Istituto Penale Minorile Meucci di Firenze
L’attività
L’esperienza di tre anni di laboratorio teatrale con dei ragazzi non vedenti ed ipovedenti, che ha dato come risultato lo spettacolo I ciechi di M. Maeterlinck andato in prima al Parco Mediceo della villa Demidoff a Pratolino nel giugno del ’97, ha fatto scaturire l’esigenza di allargare questa esperienza di teatro terapia ad altre fasce del sociale.
Così nell’ottobre dello scorso anno è stato presentato un progetto di attività teatrale all’interno del Carcere Mnorile di Firenze al Punto Giovani, che ha aderito con favore all’iniziativa introducendo la nostra associazione all’interno della struttura carceraria.
Il teatro, con i suoi tempi dilatati di messa in scena, non era adatto però ad un ambiente dove il ricambio dei minori è assai frequente e il tempo di permanenza dei ragazzi varia nell’arco di alcune settimane.
Quindi rispondendo all’esigenza dei ragazzi abbiamo abbracciato l’ipotesi di girare alcuni video che narrassero della loro vita o fossero frutto di recuperi letterari di loro conoscenza o infine di pura fantasia. All’ interno del carcere fra i detenuti esistono due realtà: quella formata da ragazzi italiani e quella dei magrebini; l’integrazione è assai difficile.
Abbiamo quindi accettato il soggetto da parte del gruppo italiano ma abbiamo consegnato la macchina da presa in mano ad un magrebino. Ciò è stato accettato dai ragazzi italiani, ed ha suscitato la curiosità degli altri ragazzi arabi che volevano diventare protagonisti anche loro. Così si sono andati a delineare dei soggetti arabi ed altri italiani con la partecipazione a volte di elementi di entrambi i gruppi. L’esperienza comunicata al direttore dei carceri minorili ha suscitato interesse, così come da parte della sicurezza sociale e dell’assessorato alla cultura regionale.
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Obiettivi
Oltre a quelli di realizzare altri cortometraggi e montare il girato per la costituzione di un primo prodotto unitario che raccolga i frutti di questa prima esperienza e rimangano patrimonio culturale dell’Istituto, si evincono dalla partecipazione attiva dei giovani, nella loro capacità di rappresentare delle storie, di elaborare il loro ruolo sociale, di immaginare il loro vissuto da un punto di vista diverso e creativo.
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Prospettive
Coinvolgere i ragazzi a documentare le loro attività all’interno del carcere per la formazione di documenti da poter far conoscere ad altri carceri per lo scambio di idee di attività; Creare un piccolo laboratorio di ripresa montaggio video, per poter fornire ai ragazzi prime nozioni di ripresa e montaggio di un cortometraggio tanto che possano confezionare il prodotto completamente con le loro mani, e successivamente insegnare ai nuovi detenuti la loro arte.
Organizzare una serata dove il materiale girato viene proposto al pubblico esterno invitato con la possibilità di allargare la proiezione ad una tavola rotonda su temi inerenti.
Con le dovute autorizzazioni, sarebbe ipotizzabile, se la qualità dei lavori arrivasse ad un livello opportuno, poter far partecipare i prodotti a festival per cortometraggi, tanto da incentivare l’entusiasmo interno e da impegnarli nella costruzione di veri e propri set cinematografici o nella costruzione dell’attrezzeria necessaria.
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