La bella addormentata

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drammaturgia e regia Riccardo Massai
(da P. Ovidio, Il Corano, C. Perrault, J. e W. Grimm, W. Disney, P. M. Rosso di San Secondo, K. Kerényi, Y. Kawabata, A. Carter, M.-L. von Franz, B. Bettelheim, J. Freeman, G. Franci e E. Zago)

con Silvia Guidi
ingegni delle scene e dei costumi Camilla Bacherini
colonna sonora Vanni Cassori
disegno luci Francesco Bianchi
direzione dell’allestimento e organizzazione Raoul Gallini
Si ringraziano le voci di Eleonora Cappelletti, Teresa Fallai, Massimo Grigò, Simone Rovida, Marcello Sbigoli

Dopo un primo e secondo studio eseguiti rispettivamente al Teatro della Pergola nel 2008 e l’anno successivo presso il Museo Archeologico di Firenze si approda adesso allo spettacolo dove la fiaba confrontata al mito si completa con lo sguardo al contemporaneo.
Il percorso si svolge sempre all’interno di luoghi magici (sono state locations ideali il Museo del S. Maria della Scala a Siena, lo Spedale del Bigallo a Bagno a Ripoli, etc,) diventano la prima delle meraviglie da guardare: lo spettatore attraversa quattro ambienti accompagnato da voci, come nei sogni:
a) l’ingresso magico nel mondo del fiabesco segnato dall’identificazione fra regina e madre/strega cattiva; b) lo spazio temporale del “pungersi”, come scoperta della femminilità della donna e relativo parallelismo col momento del ratto di Persefone da parte di Ade nel regno dei morti; c) la reggia addormentata, metaforicamente rappresentata con la collezione osteologica; b) la foresta di rovi come inverno e permanenza di Persefone presso il dio degli inferi e momento conclusivo dell’arrivo del principe per permettere così l’equinozio di primavera.
Essere capaci di accettare la perdita come parte inevitabile della vita può trasformare le nostre relazioni. Allora saremmo in grado di amare e di ricevere amore senza un eccessivo timore di dare troppo di noi: senza calcolare più il prezzo di ciò che potremmo perdere, saremmo più liberi di sperimentare ciò che la vita ha da offrirci.

Spettacolo realizzato in collaborazione con:
Regione Toscana, Sovrintendenza ai beni archeologici della Toscana; Museo Archeologico di Firenze, Laboratorio di Archeoantropologia di Scandicci, Fondazione Toscana Spettacolo, Comune di Bagno a Ripoli

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