L’AMORE DELLE TRE MELARANCE

DI CARLO GOZZI
studio sul canovaccio de “L’analisi riflessiva” della fiaba
A CURA DI RICCARDO MASSAI

(spettacolo realizzato in collaborazione col 77° Maggio Musicale Fiorentino e registrato presso il Ridotto del Teatro Comunale, Firenze il 29 maggio 2014)

Un nutrito numero di attori ha portato in scena questa favola popolata di maghi, fate e castelli incantati, opera divertente, intelligente e dal ritmo serrato, avendo bisogno solo della voce e del proprio corpo. Niente scene, luci né costumi ma il risultato è ottimo ed esilarante perché riesce a coinvolgere e divertire ogni genere di pubblico.
Il figlio del Re di Coppe, principe Tartaglia, morente di ipocondria per un’indigestione di versi martelliani, si salva scoppiando a ridere nel vedere uno scivolone della fata Morgana. La fata lo maledice: non avrà più pace finché non avrà trovato le tre melarance. Tartaglia parte alla loro ricerca accompagnato da Truffaldino. Con l’aiuto di Celio Mago, nemico della fata, libera da una delle melarance la bella Ninetta che vuol fare sua sposa. Morgana contrastata invano da Celio, inventa nuovi incantesimi per impedire la felicità di Tartaglia, ma Truffaldino involontariamente rende vani i suoi sforzi.

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