Lì Ma Dove, Come

Questo racconto del poeta e scrittore argentino Julio Cortàzar (1914–84), stimato da Borges e spesso paragonato a Cechov e Edgar Allan Poe, è tratto dalla raccolta Octaedro (1976).

E’ morto, trent’anni fa, un intimo amico di gioventù del narratore. Il protagonista non lotta per ricordarelo, non lotta neanche per dimenticarlo, bensì per affermare l’esistenza del suo amico Paco attraverso la scrittura, benché riconosca l’artificio dell’impresa: esprimere l’inesprimibile. La scrittura è l’unico strumento possibile per accedere al mistero, una ricerca, per Cortàzar, forse non destinata al fallimento. Si insinua così una strana allegria che nasce da un’accettazione del mistero: “Paco è vivo.” Lì ma dove, come è il racconto di un’esperienza mistico-poetica. Il testo invita a pensare allo spazio in maniera non convenzionale, gioca con esso una sfida “concettuale” per facilitare la realizzazione di un passaggio: il protagonista passa da un universo all’altro: questo passaggio suggerisce una nuova spazialità, temporalità e anche concezione dell’individuo. Scrivere è fissare su carta le immagini mentali concepite. Quest’avventura intellettuale pretende di conciliare due livelli: cerca di transitare in esistenza reale le esperienze oniriche, è anche però la ricerca di pareri di lettori/spettatori che la legittimino e la condividano.

LI’ MA DOVE, COME

di Julio Cortàzar

con Giovanni Crippa

regia di Riccardo Massai

durata 60’

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