Mi è crollato addosso il muro…

soggetto Franco Camarlinghi – drammaturgia e regia Riccardo Massai
Produzione Archètipo, 4D Teatri, Regione Toscana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il regista Riccardo Massai ha affidato la stesura di un racconto (fra l’autobiografico e lo storico) ad un testimone di quel periodo che, come tanti altri della sua generazione, ha vissuto quella lunga storia all’interno delle vicende dei movimenti politici e culturali locali e nazionali.

Attraverso lampi di memoria personale e di avvenimenti storici, si tentano di narrare le contraddizioni che hanno segnato l’esperienza di vita e politica della sua generazione. Il racconto parte dal discorso di Kennedy nel 1963 e dalle immagini di Rostropovic che suona il violoncello, sotto un pezzo del Muro appena abbattuto e sul filo della memoria si cerca di comprendere qualcosa dei motivi che hanno fatto aspettare a una gran parte degli italiani che, nel 1961, si affacciavano giovanissimi ad un impegno politico nella sinistra e in particolare nel PCI, quasi trent’anni per dire Ich bin ein Berliner.

I motivi che hanno fatto in modo che noi vivessimo al di qua del Muro, con una parte della testa al di là, mentre “loro” tentavano invano di raggiungerci ( è impressionante come nelle iniziative che si fanno a Berlino si dimostri il fermento nascosto, clandestino, ma diffuso che pervadeva la dittatura, soprattutto negli anni settanta e ottanta ).

Berlino di oggi è una fantastica mostra della contemporaneità, ma, soprattutto ad est, è anche un percorso di segni del passato che ci rivelano le contraddizioni di ciò che siamo stati noi, al di qua appunto del Muro.

Ogni segno, in un viaggio di coloro che Ich bin ein Berliner hanno atteso a dirlo dopo il crollo, è una rappresentazione della nostra stessa esperienza, nel senso delle insuperabili aporie in cui siamo democraticamente e progressisticamente vissuti.” (F.C.)

RASSEGNA STAMPA

SE TI CADE ADDOSSO IL MURO DI BERLINO E FINALMENTE…. TI SENTI MEGLIO!

In scena con successo al Teatro dell’Antella un testo

di Franco Camarlinghi con la regia di Riccardo Massai

Ma il testo di Franco Camarlinghi non è solo cupezza e grigiore, è anche un sommesso ripensamento della propria biografia, fisica e morale, del suo essere stato comunista, un ripensamento tutto intriso di lampi di ironia, di tenerezza e di struggente malinconia.

Su questo materiale ha lavorato con accuratezza e sagacia il regista e drammaturgo Riccardo Massai, che ha estratto dal testo di Franco Camarlinghi anche alcuni efficaci momenti di teatro vero e proprio molto ben recitati da Daniele Bartolini, Valentina Berti, Cristiana Ionda, Simone Rovida e ha usato la voce registrata dell’autore, sommessa e pacata, ora malinconica, ora ironica e mai troppo drammatica o enfatica, come filo conduttore fra le varie scene teatrali e come contrappunto alle belle riprese video, girate interamente a Berlino nel novembre 2009, da Camilla Bacherini, autrice anche della funzionale scenografia. Massai ha miscelato con grande abilità e grande gusto i filmati, la narrazione registrata dell’autore, le azioni sceniche, le musiche, i cartelli che una volta si sarebbero detti brechtiani, gli abiti degli attori quasi da teatro operaio anni ’60-’70. Ha costruito una produzione che avrebbe meritato dalla critica teatrale e, non solo da essa, ben altra attenzione; una produzione che varrebbe la pena di veder replicare.

Valerio Valoriani Firenze, Careggi, 22-23 Gennaio 2010

 

Lo spettacolo è andato in scena sabato 16 gennaio ore 21.00  in prima nazionale al TEATRO COMUNALE di ANTELLA

 

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