Sogno di una Notte di Mezza Estate

Giovedì 4 Maggio ore 21,00

ArchètipoLAB – SI FA TEATRO
laboratorio teatrale del fare e del vedere

presenta

43-sogno

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
Suggestioni da William Shakespeare

a cura di
Miriam Bardini – Patrizia Mazzoni
con
Sara Deidda, Francesco Ferrera, Leone Fioravanti, Ivan Foschini, Cosimo Galletti, Malvina Montelatici, Simon Pelte, Francesco Picerno, Viola Pietrosanti, Edoardo Scotti

“…io conosco un bosco dove fiorisce il timo, dove crescono viole e margherite e dove l’agrifoglio s’intreccia sinuoso con la rosa canina e la moscata…”

Il bosco, luogo di smarrimento da sempre prediletto dalle fiabe…nel bosco è necessario che i protagonisti si “perdano” perché possano ritrovarsi, perché possano “crescere”…perché si compia il rito di “iniziazione”.
Nel nostro “Sogno di una notte di mezza estate” il pubblico viene “portato” dentro questo luogo, come dentro una “pancia” ancestrale dove starà a stretto contatto con tutti gli smarrimenti della storia: si smarriscono le due coppie di innamorati, anzitutto nel loro conflitto d’amore, ma anche perché vittime degli incantesimi “pasticciati” del Folletto Puck; si “perdono” il Re e la Regina del Bosco: Oberon e Titania, con il loro litigio per il possesso di un giovane paggio, rompono gli equilibri della natura; si perde Puck, che per uno strano “incantesimo” si ritroverà ad indossare insoliti panni “pelosi”…ma con le prime luci dell’alba tutto ritornerà in armonia. Spettatori e innamorati, potranno tornare alle loro case e, se vorranno, potranno “…ripensare a questa notte come all’incubo angoscioso di un sogno…”.
In scena ragazzi dagli otto ai sedici anni, ragazzi di età completamente diverse che nel corso del laboratorio hanno imparato a prendersi cura di se stessi e degli altri, trovando il tempo per imparare ad accettare il modo di essere e le fragilità di ognuno. Un’esperienza caratterizzata dal clima di socialità che si trovava una volta nei cortili dei palazzi di città, come sulle aie dei poderi di campagna. In tale clima, è stato possibile l’incontro con i diversi linguaggi del teatro e la presa di coscienza dell’universo emotivo di ognuno di loro.

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