UN PAESE DA NOBEL

Tre incontri per raccontare scoperte e vite straordinarie
SCUOLE SUPERIORI
collage, testi e scelta video Valentina Grazzini
un progetto a cura di Riccardo Massai
Produzione Archètipo

Il progetto nasce dall’idea di raccontare in maniera divulgativa la storia degli italiani insigniti del Nobel. Non solo i nomi più noti premiati nel campo letterario – da Carducci a Deledda, fino a Montale e Dario Fo -, ma anche gli scienziati, i fisici, gli economisti, i chimici e i medici. Personalità fuori dal comune che hanno vissuto esistenze spesso difficili, certo non banali, riuscendo a far emergere il proprio talento contro tutto e tutti.
La panoramica diventa un’occasione per ripercorrere la storia d’Italia di oltre un secolo, attraverso due guerre e la dittatura fascista. Ogni incontro, grazie ad una voce narrante e con l’ausilio di immagini, canzoni e filmati originali, cercherà di restituire il sapore di epoche diverse, ciascuna caratterizzata dalla sua specificità: filmati Luce, passerelle glamour anni Sessanta, atmosfere degne di 007: molte curiosità, per scoprire o riscoprire un tesoro che da sempre il nostro Paese porta con sé. E che oggi, anni di polemiche per i talenti in fuga, è ancora più importante conoscere ed apprezzare.

Gli incontri, della durata di un’ora circa ciascuno, avranno tre moduli diversi:

Primo incontro: I Nobel Grazia Deledda, Guglielmo Marconi, Dario Fo, Rita Levi-Montalcini,
Luigi Pirandello

L’inizio della serata è affidato a Grazia Deledda, Nobel per la letteratura nel 1926, seconda donna ad ottenere il riconoscimento dopo Marie Curie. Nata e cresciuta in un contesto sociale e geografico in cui la cultura era vista come distrazione rispetto al lavoro, donna per giunta, Deledda riuscirà da autodidatta ad apprendere la lingua italiana e farne la sua arma, per raccontare la Sardegna e le sue tradizioni, ma anche l’amore e i sentimenti.
“Giovanni il telegrafista” di Enzo Jannacci ci introduce a uno dei Nobel più popolari, Guglielmo Marconi. È la figlia Elettra, principessa romana, che ce lo racconta partendo dagli indimenticabili giorni a bordo del panfilo a lei intitolato, vero quartier generale di Marconi per lunghi anni. Dai primi esperimenti fino all’intuizione che lo porterà a mettere a punto il telegrafo, l’inventore – insignito del premio nel 1909 – impose la sua piccola rivoluzione agli scettici, battendo sul tempo i russi ed aprendo le porte alla nascita di radio televisione.
Sulle note di “Mistero buffo” veniamo traghettati nel mondo giullaresco di Dario Fo, Nobel per la letteratura nel 1997. Sarà Franca Rame, compagna di arte e di vita, a raccontare Dario e i momenti salienti legati all’insigne riconoscimento, fino alla lettura del discorso recitato a Stoccolma.
Uno spot pubblicitario ben fatto può riassumere la filosofia di un grande personaggio: è il caso di Rita Levi-Montalcini, che negli anni Ottanta (novantaduenne), fu testimonial di un’azienda telefonica a favore della ricerca scientifica. Il Premio Nobel per la medicina 1986, evanescente quanto elegante, ci racconta la sua lunghissima vita costellata di colpi di scena, compreso l’intenso periodo clandestino, nella Firenze occupata dai tedeschi.
Ne “Il gioco delle parti” ognuno interpreta un ruolo: niente di più naturale dunque se una donna, l’Attrice, darà qui voce ad un personaggio, l’Autore, ovvero Luigi Pirandello. Così, dopo averci letto l’inizio della commedia, da lei ascolteremo quel che accadde l’8 novembre 1934, quando l’Accademia di Svezia conferì il Nobel per la letteratura allo scrittore siciliano.

 Secondo incontro: I Nobel Giulio Natta, Eugenio Montale, Franco Modigliani, Mario Capecchi

L’inizio è affidato a Giulio Natta, Nobel per la chimica nel 1963, passato alla storia come l’inventore della plastica sotto il marchio Moplen. Proprio parlando della sua “creatura”, Natta si lascia andare a un delirio di onnipotenza, vaneggiando la supremazia della chimica sulla natura: tutto ciò che ci circonda è costruito in plastica, e l’uomo non riuscirà a distruggerla… Intanto Gino Bramieri travestito da casalinga tesse le lodi del Moplen in un Carosello tutto da scoprire.
Dalla scienza alla letteratura, con Eugenio Montale, Nobel nel 1975. Dal suo studio al Gabinetto Vieusseux di Firenze, di cui fu presidente per oltre 10 anni, il poeta ci farà ascoltare alcuni dei suoi versi più belli, ma anche il discorso pronunciato a Stoccolma, denso di interrogativi umanistici.
Pronti per partire, ci troviamo all’improvviso sul ponte del piroscafo Normandie, che trasporterà da Le Havre agli Stati Uniti Franco Modigliani, Nobel per l’economia nel 1985. La seconda guerra mondiale sta per scoppiare, l’economista fugge con la moglie dall’Europa dove le leggi razziali incalzano e trova la sua strada nel nuovo continente. Si racconta, col cappotto indosso: il padre lo avrebbe voluto medico come lui, ma Modigliani non sopportava la vista del sangue, e il destino gli offrì un’altra chance.
Finale di serata con Mario Capecchi, Nobel per la medicina nel 2007. Il re della genetica, con una storia alle spalle degna di un romanzo d’appendice, è fiero di aver creato il primo topo transgenetico. Peccato che oggi, molti anni dopo, nel suo rifugio in mezzo alle montagne dell’Utah abbia un incubo ricorrente, ogni notte…

 Terzo incontro: I Nobel Giosuè Carducci, Camillo Golgi, Enrico Fermi, Salvatore Quasimodo, Ernesto Teodoro Moneta, Renato Dulbecco

In una sala illuminata dalla tenue luce di alcuni candelabri, Carducci, vecchio e malato, ha appena ricevuto il Nobel per la letteratura, consegnatogli a domicilio dall’ambasciatore di Svezia in Italia. Il poeta sente la morte avvicinarsi, confessa che gli piacerebbe essere sepolto a Bologna, ma è ripensando alla giovinezza in Toscana, che si lascia andare alla commozione. I versi di Traversando la Maremma toscana lo accompagnano nel suo dolce ricordo.
Quello stesso anno, 1906, un altro italiano vinse il Nobel, Camillo Golgi. Anzi, per poche settimane fu proprio il medico lombardo ad essere il primo in assoluto insignito del premio, “in riconoscimento del suo lavoro sulla struttura del sistema nervoso”. Il narratore ci racconta la sua storia misconosciuta, fatta di scienza e vita. Con Enrico Fermi, premio Nobel per la Fisica nel 1938, si passa attraverso la storia dei ragazzi di via Panisperna fino ai misteri della fusione nucleare, per arrivare al dilemma di “detonare o non detonare” la bomba H. Personalità complessa, letterato atipico con un diploma all’Istituto tecnico e un impiego al Genio Civile, Salvatore Quasimodo, Nobel nel 1959, racconta la sua avventura. E scopriremo con lui che non solo l’arte ne ha scandito la vita: c’è un altro caposaldo che lo ha accompagnato in ogni fase e in ogni luogo; una costante imprescindibile, fonte di tormento come di ispirazione: l’amore per le donne.
Pacifista combattuto, garibaldino e precursore dell’unione europea, Ernesto Teodoro Moneta è l’unico italiano ad aver ricevuto il Nobel per la pace, nel 1907. Dopo i primi anni militanti, che lo vedono appena quindicenne partecipare alle Cinque Giornate e poi infiammarsi per l’impresa garibaldina, Moneta vive una seconda vita: colto, curioso, attento alla situazione internazionale, guarda lontano e si fa largo in lui l’immagine di un’Europa unita, pacifica e confederata. Ci ricorda qualcosa? E’ passato giusto un secolo.
Il finale della serata è affidato a una curiosità: la partecipazione di Renato Dulbecco, Nobel nel 1975 per la medicina, al 49esimo festival di Sanremo. La presentazione di questo grande scienziato è affidata alle parole e alle immagini di Fabio Fazio, padrone di casa dell’Ariston. E fu così che Dulbecco, le cui ricerche sono state fondamentali per il vaccino contro la poliomielite e la lotta al cancro, si trovò accanto una deliziosa Laetizia Casta, poco più che ventenne…

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