RIFugiATI RIFiutATI

Sabato 26 febbraio 2011 ore 21.00

Storie di migranti fra detenzione illegale e umanità negata

 

L’estate scorsa è stata particolarmente difficile per chi cercava rifugio da paesi a rischio. In molti, uomini, donne, anche incinte, bambini, hanno tentato la fuga per non essere imprigionati e torturati, condannati al silenzio.

Hanno attraversato il deserto dall’Eritrea ma anche dalla Somalia, dall’Etiopia, dal Mali, dal Ghana e da altri paesi ancora per arrivare in Libia, a bordo di camion malconci che visti da lontano somigliano già ad un colorato mucchio di rifiuti, umani e non. Si sono pagati il viaggio con i soldi inviati da parenti e amici che già vivono in Europa, sperando di lasciarsi alle spalle la dittatura. Ma una volta giunti in Libia, quel mar Mediterraneo, tomba silenziosa di amici e parenti che non ce l’hanno fatta, invece che avvicinarsi sembra allontanarsi ancora di più: e con la nostra complicità. La polizia libica dà loro la caccia, li rinchiude in centri di accoglienza che altro non sono che carceri. Ce ne sono tanti, sparsi sul territorio del colonnello. Per noi sono tutti “clandestini”, non persone. Tutti da perseguire, identificare, stoppare prima che arrivino a darci fastidio. E lo facciamo con crudo senso pratico, macabro cinismo. Abbiamo firmato protocolli d’intesa e accordi precisi con la “Grande Giamahiria araba libica popolare socialista” per fronteggiare il fenomeno dell’immigrazione clandestina e della tratta degli esseri umani. L’esercito libico si dà da fare, non fa complimenti e fa irruzione, ai primi di luglio, nel carcere di Misratah, dove gli eritrei in rivolta si erano rifiutati di farsi identificare dalle autorità, perché sarebbero stati rimandati indietro, nel loro paese, dove sicuramente li attendeva il carcere, la tortura, la morte. Li hanno portati via in circa 300, separandoli dalle mogli, dai bambini, messi su dei container, li hanno trasferiti in un altro carcere, chiusi in un container soffocante in mezzo al deserto per giorni, senza acqua e senza aria. Una serata per non arrendersi al silenzio e trovare il motivo del nostro raccontare, guardare, ascoltare, e accogliere chi è uguale a noi.

Reading teatrale a cura di Laura Galgani
con Monica Bauco
e una testimonianza di Sagal Hassan

INGRESSO LIBERO



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